Investire nell’AI è relativamente semplice. Trasformare quell’investimento in produttività è molto più complesso
- Mentale.net
- 19 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
L’Intelligenza Artificiale viene spesso presentata come una grande leva di produttività: più lavoro, in meno tempo e con minori costi. Ma gli effetti sull’economia potrebbero essere meno lineari di quanto immaginiamo.
Una recente analisi alla quale ha contribuito Silvana Tenreyro, nuova capo economista del Fondo Monetario Internazionale, pone una questione particolarmente interessante: un aumento della produttività determinato dall’AI non significa necessariamente una riduzione dell’inflazione. (reuters.com)
Il paradosso dell’AI
In teoria il ragionamento sembra semplice: se un’impresa riesce a produrre di più utilizzando le stesse risorse, il costo per unità prodotta diminuisce e questo dovrebbe contribuire a contenere i prezzi.
Il problema è quando arrivano realmente questi benefici.
Gli investimenti in data center, infrastrutture, chip, software e sistemi di Intelligenza Artificiale possono infatti crescere molto prima che l’aumento di produttività promesso dall’AI si concretizzi.
La conseguenza è quasi paradossale: l’attesa di una maggiore produttività futura può generare maggiore domanda nell’economia oggi, creando tensioni sull’offerta e quindi sui prezzi.
Un fenomeno già visibile nel settore tecnologico, dove la forte domanda proveniente dai data center ha contribuito alla pressione sui prezzi di componenti come memorie e processori grafici. (reuters.com)
AI: investimento tecnologico o investimento organizzativo?
È probabilmente questo il punto più interessante anche per le imprese italiane.
L’errore sarebbe considerare l’Intelligenza Artificiale semplicemente come un nuovo software da acquistare.
Acquistare tecnologia non significa automaticamente produrre meglio.
Per ottenere un reale incremento della produttività occorre intervenire contemporaneamente su:
organizzazione dei processi;
competenze del personale;
ridefinizione dei ruoli;
qualità e gestione dei dati;
sicurezza informatica;
procedure e responsabilità;
controllo dei risultati prodotti dall’AI.
Anche la Banca d’Italia ha recentemente rilevato che l’adozione dell’AI nelle imprese italiane può aumentare produttività del lavoro e redditività, accompagnandosi a una riallocazione dell’occupazione verso profili maggiormente qualificati. (bancaditalia.it)
La vera sfida è trasformare l’AI in produttività reale
Siamo quindi davanti a una distinzione fondamentale.
Investire nell’AI è relativamente semplice. Trasformare quell’investimento in produttività è molto più complesso.
Se imprese e organizzazioni accumulano strumenti, software e infrastrutture senza modificare realmente processi e competenze, rischiamo di sostenere immediatamente i costi della trasformazione digitale senza ottenere altrettanto rapidamente i suoi benefici.
L’Intelligenza Artificiale non è quindi soltanto una questione tecnologica.
È una questione economica, organizzativa e manageriale.
Ed è probabilmente proprio sulla capacità di governare questa trasformazione, più che sulla semplice disponibilità della tecnologia, che si misurerà la competitività delle imprese nei prossimi anni.
Lorenzo Rigoni


Commenti